Storie dal mare

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marzo, 2019

Lasciatevi trasportare dal movimento delle onde: la storica azienda nautica Beneteau si racconta tra innovazione e sogno.

Tra romantica passione ed innovazione: le imbarcazioni Beneteau sono un gioiello della nautica nell’azzurro del mare, un mito per appassionati e non. Una storia lunga più di cent’anni iniziata con quella che solo in apparenza poteva sembrare una vicenda senza lieto fine.

Nato a St-Gilles in una famiglia numerosa e poco fortunata, Benjamin Beneteau, viene adottato all’età di 6 anni da uno zio, navigatore dal lungo corso, che attraverso i suoi racconti, fa sognare Benjamin. Mozzo alla sola età di 12 anni a bordo della scialuppa Elisa, sogna di costruire imbarcazioni nel cantiere del padre del suo migliore amico. Alla fine del 1879, svolge il servizio militare a Rochefort dove realizza il suo sogno di diventare architetto nautico. Fu così che nel 1884 apre a Croix-de-Vie il suo cantiere, che, chiaramente, porterà il nome Beneteau. Ai tempi, le barche erano tutte a vela, e per le esigenze derivanti dall’attività della pesca, richiedevano una profonda progettazione per migliorare le performance legate alla velocità di rientro al porto.

Da allora, l’azienda è in continua evoluzione e come nel caso di Nobili, il ruolo della gestione familiare è ancora fondamentale. Un susseguirsi di discendenze che hanno saputo resistere alle numerose crisi di settore grazie alla capacità di interpretare le esigenze ed anticipare le risposte attraverso la costante dedizione all’innovazione. Innovazione spesso inconsapevole, fatta di incontri decisivi ma anche da spinte propositive dettate dalla volontà di uscire dalle situazioni di difficoltà. Inizialmente il ruolo di precursore di Beneteau si manifestò attraverso la creazione di nuove prassi per la pesca che andarono progressivamente via via a strutturarsi nelle innovazioni che oggi contraddistinguono Beneteau per le imbarcazioni a vela e a motore. Decisivo il 1909, quando l’azienda mise in mare la prima barca da pesca a motore, offrendo un vantaggio esclusivo: quello della velocità di rientro in porto. Da lì l’ascesa, fino alla vera e propria industrializzazione nel 1972.

Oggi, le caratteristiche tecniche sconfinano nella dimensione del digitale, come nel caso dello Ship Control, un’interfaccia web gestita da un tablet che semplifica l’accesso a numerose funzionalità della barca. Semplice, sicuro, completo e divertente, un vero e proprio computer di bordo integrato alla barca per assistere la navigazione e la vita a bordo: una sorta di domotica della nautica. Tuttavia, gli sviluppi di Beneteau sono anche verso soluzioni sempre migliori per il benessere e per il relax, come nel caso della piattaforma bagno sommergibile che esprime definitivamente il legame fra vita a bordo e il mare. La piattaforma, situata nel lato posteriore dei modelli si abbassa immergendosi, per creare una diversa area, utile per rilassarsi ma anche per facilitare la messa in acqua di tender e jet-ski. Espressione massima nella motorizzazione, l’adozione del sistema IPS Volvo, che vede le eliche rivolte a prua, montate sull’estremità frontale dell’unità di propulsione. A differenza delle eliche convenzionali, quelle dell’Ips sono contro-rotanti, con effetto traente. In altre parole, tirano la barca anziché spingerla. I vantaggi che ne derivano sono molteplici, ma è particolarmente significativa la riduzione dei consumi e la conseguente diminuzione di emissione di CO2. Tutto attraverso un joystick posizionato nella postazione di guida, che rende davvero agevoli le manovre.

Come detto, lo spirito visionario di Beneteau non conosce momenti statici: oggi i cambiamenti più consistenti sono dati dalla visione del concetto di imbarcazione, sempre più in ottica di sharing economy. Importante nel 2018 l’apertura del Beneteau Boat Club che permette la navigazione illimitata senza acquisto della barca, il cui più recente implemento è stato presentato lo scorso Dicembre e prevede la possibilità di pianificazione completa della vacanza attraverso una piattaforma completa: dalla barca, al volo, ai transfer ed addirittura alberghi e ristoranti.

Le imbarcazioni Beneteau nascono da uno strutturato sistema integrato di accesso alle informazioni e in realtà artigianali dove la passione per il bello si esprime al meglio, come nel laboratorio di ebanisteria, dove nascono tavoli, porte ed arredi. Ogni nuovo progetto è per Beneteau una sfida, e dalla prima collaborazione, nel 1975 con un nome esterno al cantiere, continua a scegliere di circondarsi dei migliori architetti nautici e designer. Un mondo che non è mai statico, dove la ricerca volta al miglioramento dell’esperienza di navigazione si modella sulle esigenze del cliente e dove la perseveranza ha permesso di raggiungere i migliori risultati, come nei primi del ‘900, quando nonostante la violenta opposizione della popolazione, Beneteau ha portato avanti lo sviluppo dell’impiego del motore per le imbarcazioni da pesca, senza lasciarsi intimorire dalla rabbia delle donne impiegate nell’inscatolamento delle sardine, le quali addirittura, racconta l’erede Mme Roux, lo aspettarono al porto lanciando pietre e accusandolo di spaventare i pesci con il rumore. Lui stesso riuscì a smentirle portando al rientro dalla pesca grandi quantitativi di sardine. Una passione per la tecnologia che riesce a fare la differenza. Questa filosofia unisce profondamente Beneteau e Nobili: dalla gestione familiare all’attenzione verso l’ambiente che si converte in azioni concrete e mirate. Una storia lunga più di 130 anni, fatta di scelte razionali e di immaginazione: essere precursori, condurre i diportisti verso nuovi modi di navigare e vivere il mare.

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