Keep brave

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agosto, 2019

Paola Gianotti: una donna da record, sportivi e solidali, e un percorso tra salite, discese, e obiettivi sempre nuovi.

Prima di essere un’ultracycler detentrice di tre Guinness World Record, Paola Gianotti è una donna comune: ama la sua casa, la famiglia, i suoi nipoti e la piccola cittadina dove vive, Ivrea, vicino Torino. La sua vita è completamente cambiata nel 2013, quando ha deciso di fare il giro del mondo in bicicletta, stravolgendo completamente la sua quotidianità per inseguire un sogno. Il sogno di una persona normale, in grado con la forza di volontà di raggiungere risultati straordinari. Ed è proprio questa, da allora, la caratteristica ed il senso di tutte le imprese di Paola: i sogni possono essere raggiunti e persone normali posso fare cose eccezionali.

Dopo la laurea in economia e commercio inizia subito a lavorare a Milano in ambito finanziario; un lavoro che non ama, una routine troppo stretta per la sua esuberanza emotiva. Allora la scelta di tornare ad Ivrea e aprire una piccola società di organizzazione eventi. Il momento storico è difficile, con i primi segnali della grande crisi che dal 2008 ha costretto molte realtà imprenditoriali, soprattutto piccole, alla chiusura. E arriva il 2013, anno fondamentale per Paola, che matura la decisione di cambiare completamente stile di vita: dedicarsi alle passioni di sempre, legate principalmente allo sport, e farne un lavoro. Primo obiettivo: fare il giro del mondo in bici e batterne il record. Prima di lei solo un’altra donna ci ha provato: si tratta ora di fare meglio ed entrare nella storia. Certo, non si passa dalla scrivania in tailleur alla sella della bici da un giorno all’altro. Paola ha già alle spalle un curriculum sportivo non banale: viaggiatrice e sportiva da quando è nata, nel 2011 ha scalato il Kilimangiaro, nel 2012 ha tentato la cima dell’Aconcagua, rinunciando a quota 7.000 a causa delle condizioni atmosferiche, e nel 2013 ha attraversato la costa della Groenlandia in kayak.

Iniziano gli allenamenti, durissimi, come impegnativo è tutto ciò che ruota intorno all’organizzazione di un’impresa come il giro del mondo: sponsor, logistica, comunicazione. Tutto costruito da zero, anche grazie all’impegno delle tante persone che Paola è subito riuscita ad aggregare in torno a sé. Dopo oltre un anno e mezzo dalla prima idea finalmente l’8 marzo 2014 si parte! Paola sale sui pedali ad Ivrea e affronta con entusiasmo e qualche timore i trentamila chilometri che la separano dal traguardo. Nel novembre dello stesso anno conquista il suo obiettivo: è la donna più veloce al mondo, ha percorso 29.430 chilometri in 144 giorni, conquistando un record mondiale ancora imbattuto. Ma non è stato tutto semplice. A metà percorso, nel deserto dell’Arizona, un grave incidente ha rischiato di compromettere tutto quanto: la rottura di una vertebra cervicale l’ha costretta ad uno stop forzato. Degenza e riabilitazione le hanno fatto capire che ormai è diventata il simbolo della forza e del coraggio per migliaia di persone in tutto il mondo; uomini e donne che ogni giorno vivono quella quotidianità da cui Paola è riuscita a fuggire, madri e padri per i quali la sua impresa è un esempio da seguire nell’affrontare i problemi di tutti i giorni.

Dall’incidente Paola Gianotti è diventata, ancora una volta, una persona diversa. Incontra bambini, giovani, adulti in tante città d’Italia e non solo, per raccontare la sua esperienza e portare parole di incoraggiamento per superare le difficoltà della vita. La filantropia e l’attenzione verso il sociale sono diventati la cifra di tutte le imprese sportive successive, a partire dal progetto «48 stati in 43 giorni», svoltosi tutto negli USA. Siamo a maggio 2016 e Paola parte con l’obiettivo non solo di portare a casa un nuovo record mondiale, ma anche di aiutare le donne dell’Uganda ad emanciparsi per vivere una quotidianità migliore. Come? Con la bicicletta! Grazie alla collaborazione di Africa Mission Cooperazione e Sviluppo riesce ad acquistare, con il supporto concreto dei suoi follower, 73 biciclette che porta personalmente nell’area più povera e disagiata dello stato africano, dove avere un mezzo di trasporto come la bicicletta può davvero cambiare la vita. Per arrivare a questo risultato ha attraversato in soli 43 giorni tutti e 48 gli stati contigui degli Stati Uniti d’America, conquistando il secondo Guinness World Record. Paola è ormai un personaggio pubblico: scrive il libro «Sognando l’infinito», edito da Piemme, partecipa ad eventi, premi, incontra i ragazzi delle scuole e, nel 2017, conquista il suo terzo record attraversando in soli nove giorni il Giappone, completando il progetto di solidarietà ugandese contribuendo a costruire un’officina meccanica per le biciclette. L’anno successivo è tedofora per Samsung ai giochi olimpici invernali di Pyongchang 2018.

Prosegue, intanto, il suo impegno civile, nato dall’incontro con il padre di Tommaso Cavorso, adolescente toscano ucciso per strada mentre si stava allenando in bici; ecco allora una Paola determinata, impegnata con l’associazione che porta il nome di Tommy nella campagna «Io rispetto il ciclista», con l’obiettivo di ottenere dal Parlamento una norma da inserire nel codice della strada per tutelare i ciclisti. Proprio su questa iniziativa si basa l’ultima impresa di Paola Gianotti, testata nel 2018 e confermata per l'anno 2019: percorrere tutte le tappe del Giro d’Italia, completando il medesimo percorso dei campioni maschi, un giorno prima, per promuovere la sensibilizzazione del rispetto del ciclista sulla strada.

Paola oggi è una donna realizzata. Ci sono voluti tempo e tenacia, quelle stesse energie che cerca di insegnare agli altri attraverso la sua attività di coach motivazionale. Continua ad allenarsi in bicicletta ed è al lavoro per la stesura del suo secondo libro. Sognare si può. Si deve. Ma quelle compiute da Paola non sono solo imprese da sogno: «Keep Brave, mai mollare» è un motto che si riflette in azioni concrete e rivolte alle persone meno fortunate. Il record legato a «48 stati in 43 giorni» ne è un esempio luminoso, realizzato con il sostegno e supporto di Nobili: non solo ha rappresentato un successo da Guinness ma ha portato speranza alle donne del Karamoja. Paola ha scelto di consegnare personalmente le 73 biciclette, numero maggiore rispetto alle 48 inizialmente previste, acquistate grazie al sostegno dei follower, ad altrettante donne della regione più povera dell’Uganda, regalando loro non solo un «oggetto» ma speranza per un futuro migliore. Con l’indispensabile supporto di Africa Mission, Onlus fondata da monsignor Enrico Manfredini e don Vittorione Pastori, Paola ha distribuito i mezzi accompagnata dal direttore Carlo Ruspantini e dalla documentarista Eloise Barbieri. Le bici sono state prodotte in Uganda per contribuire alla crescita dell’economia locale, grazie anche alla realizzazione di una micro-officina meccanica per le riparazioni; tante donne hanno così avuto l’opportunità di cambiare la propria vita, attraverso la possibilità di spostarsi. «Voglio che questa sia la partenza per i prossimi progetti in Africa - afferma Paola - e credo che rendere le persone indipendenti sia il solo modo per farle crescere e sentire veramente libere». Chi volesse sostenere le sue imprese può contattarla attraverso il sito internet «keepbrave.com».

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